Self-publishing vs editoria tradizionale: qual è la tua strada?
- Andrea Brunori Editor

- 15 dic 2025
- Tempo di lettura: 11 min

Se hai un manoscritto pronto nel cassetto, probabilmente ti sei già posto questa domanda.
Si tratta di una scelta cruciale che può determinare non solo la visibilità del tuo libro, ma anche la direzione della tua carriera letteraria. Entrambe le strade sono valide, in quanto mettono al centro l’autore e la qualità del suo operato, ma ognuna ha i suoi pro e contro, e conoscerne a fondo le differenze ti aiuterà a fare la scelta più adatta a te e in linea con i tuoi obiettivi.
Per praticità, suddividerò questo articolo in due parti (self e tradizionale) e affronterò per ognuna l’aspetto economico, redazionale e promozionale/di distribuzione, in quanto sono i punti focali che maggiormente stanno a cuore agli scrittori quando decidono di pubblicare il proprio libro.
Prima di entrare nel vivo del discorso, due avvisi:
Soprattutto quando si parla di distribuzione, e quindi possibile vendita, il “fattore C” gioca un ruolo importante in entrambi i casi, quindi quella riportata qui non è (e non può essere) una realtà assoluta.
Quando parlerò dell’editoria tradizionale, alcuni dei passaggi che affronterò e dei dati che riporterò dipendono dalla singola casa editrice (quindi, anche in questo caso, la realtà dei fatti è una serie di sfaccettature).
Autopubblicazione
Una cosa che di sicuro tutti avranno sentito dire è che l’autopubblicazione è un processo facile e gratuito, in cui l’autore ha il totale controllo sull’intero processo. Diciamo che è vero, ma… fino a un certo punto.
In quanto a praticità, ci sono numerosi tutorial che ti guidano nel processo, e molti dettagli sono curati dall’intelligenza artificiale (per esempio, la grafica di copertina); nel giro di pochi click e un periodo di tempo molto ristretto (circa 72 ore su Amazon KDP per assicurarsi il rispetto dei copyright), al testo viene assegnato un codice ISBN ed ecco che sei diventato un autore pubblicato. L’unico “costo”, perciò, è il dispendio di tempo ed energie.
Se non hai proprio dimestichezza con i computer o non hai il tempo di seguire un tutorial, devi rivolgerti o a un conoscente più pratico (tuo cugino, un amico, il tuo nipotino…) o a un professionista che offre questo genere di servizi (alcuni editor lo fanno); tuttavia, proprio perché in quest’ultimo caso si tratta di un servizio, deve essere pagato (di conseguenza, ecco che il “gratuito” viene meno).
Passando al terzo punto, ricordo le parole di Ben Parker: “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità.”
Se da una parte hai il controllo assoluto dell’intero processo, dalla progettazione alla stesura, alla revisione, alla pubblicazione, che ogni tua decisione è definitiva (anche perché sei l’unico a prenderle), dall’altra hai anche la responsabilità che i risultati siano ottimali. Dopotutto, è nel tuo interesse.
Conosci davvero le strutture narratologiche principali per creare qualcosa di coinvolgente e anche originale (e non un mero copia-incolla delle tantissime fanfiction che si vedono in giro)? Hai una padronanza della lingua italiana talmente elevata da non aver lasciato neanche un refuso all’interno del testo? Hai un senso artistico e delle skill tecniche così raffinate da creare da solo la tua copertina? Hai una strategia per la tua promozione? Hai un pubblico che per certo sarebbe interessato ad acquistare il tuo libro? Hai gli agganci per poterlo pubblicizzare (no, lo spam su Facebook non solo non è sufficiente ma è anche mal visto, perché in tanti fanno così senza offrire nulla che abbia reale valore)?
Se le risposte a queste domande sono tutte positive, allora l’autopubblicazione può essere la strada giusta per te. In caso contrario, be’… hai due scelte.
La prima è farsi carico di tutti questi processi e pubblicare comunque, con l’alto rischio che la storia riceva critiche negative (la trama potrebbe non piacere, la lettura non è scorrevole a causa dei numerosi errori grammaticali, la grafica non è accattivante, non sei forte sui social… insomma, la tuttologia non porta lontano). Proprio perché l’autopubblicazione è semplice e chiunque può diventare un autore pubblicato, moltissimi fanno così, vantandosi di aver scritto l’opera del secolo (che poi si rivela una storiella sgrammaticata e senza senso).
La seconda è affidarsi a un’agenzia editoriale o letteraria, o una serie di professionisti, ognuno specializzato in varie branche: l’editor per costruire una trama coinvolgente, il correttore di bozze per la revisione (se queste due figure sono insieme va bene, ma è preferibile che siano distinte), un illustratore per la grafica di copertina, qualcuno che si occupi di creare una strategia promozionale sui social e non solo (affitto di uno spazio per la presentazione dei libro, interviste a podcast e sul web, affitto di uno stand alle fiere…) e così via.
In questo scenario, capisci bene che ci sono tre importanti cambiamenti:
Il tuo controllo è più indiretto, perché ti affidi a diverse figure professionali.
La tua decisione, benché ultima, non è più così assoluta, perché ci sono altre opinioni da considerare (sempre ammesso che le persone a cui ti affidi siano dei veri professionisti, non chi si improvvisa tale). Certo, puoi sempre decidere di ignorare gli input di questi professionisti, ma a questo punto… perché ti sei rivolto a loro?
Ovviamente, tutti questi professionisti vanno pagati per il loro lavoro, quindi ecco che, di nuovo, l’aspetto “costo zero” dell’autopubblicazione viene meno.
Si tratta di una decisione importante, ma se ti affidi alle persone giuste la qualità della tua storia ne risentirà enormemente.
A questo punto è lecito fare una riflessione: cos’è più importante per te? Avere il controllo su tutti i processi della tua opera, dalla creazione alla pubblicazione, o la sua qualità?
E ora una nota più “dolce”. Non essendo previsto alcun servizio tecnico, la percentuale di royalties che va all’autore è piuttosto elevata. Amazon KDP in particolare trattiene solo il 30% di royalties (a oggi), lasciando quindi il restante 70% all’autore (se si acquistano copie digitali), che gli viene consegnata ogni trenta giorni tramite fattura. Piuttosto comodo, dico bene?
Ci sono però tre aspetti da considerare:
Il primo è che non è contemplata neanche la pubblicità, quindi a parte qualche parente o amico disposto ad acquistare una copia perché ti conosce, chi è che farebbe lo stesso perché genuinamente interessato alla storia? O meglio, chi può sapere dell’esistenza del tuo libro, se preventivamente non hai studiato una strategia pubblicitaria ad hoc? A parte il boom iniziale di amici e parenti, senza un’accurata pianificazione le vendite del tuo libro raggiungeranno lo zero in poco tempo (e il 70% di zero è zero).
Il secondo è che le piattaforme di autopubblicazione non prevedono la pubblicazione cartacea. Alcune (come Amazon KDP) consentono il print on demand o il print on sale, che permettono di stampare un qualsiasi numero di copie (il costo della stampa viene detratto dalle royalties), ma in genere la pubblicazione è solo digitale. Inoltre, l’autopubblicazione non consente al tuo libro di essere inserito nei circuiti dei grandi distributori, pertanto non potrà mai raggiungere gli scaffali di una libreria (a meno che un’attività in particolare non affitti uno scaffale alle autopubblicazioni, ma è molto difficile), né i loro cataloghi online. In altre parole, non ci sarà nessuno che, esplorando la libreria sotto casa o lo store di una grande catena, decida di prendere il tuo libro perché attirato dalla copertina.
Infine, nel caso in cui tu abbia deciso di investire per la realizzazione del libro, anche se ricevi il 70% di royalties, queste ti serviranno a coprire le spese. Quindi, alla fine, il tuo guadagno è effettivo?
C’è infine un altro aspetto da considerare: il prestigio.
Chiunque può autopubblicarsi in pochi click, sia chi si è impegnato (e magari ha anche investito) per la realizzazione e la pubblicità della propria opera, sia chi si è approcciato al suo progetto editoriale considerandolo un hobby (in genere sono proprio loro che spammano a tutto spiano). Di conseguenza, è molto difficile che, leggendo un tuo post o guardando un video sui social in cui pubblicizzi il tuo libro, la gente ne riconosca l’effettivo valore; al contrario, è più facile che la bollino come “la classica storiella autopubblicata”.
Quali sono, allora, i vantaggi per l’autore nell’affidarsi alla pubblicazione in self anziché quella tradizionale?
Non essendo previsti servizi redazionali, il guadagno è elevato.
Hai il totale controllo creativo ed esecutivo.
I tempi per la pubblicazione sono molto rapidi.
Pubblicazione tradizionale
Passando alla strada più battuta, il grande plus della pubblicazione tradizionale è che tutti i servizi tecnici (editing, correzione di bozze, copertina e illustrazioni, promozione e distribuzione) sono a carico della casa editrice. Nota bene: se la casa editrice li mette a pagamento, opzionali ma a pagamento, o vincola a un acquisto minimo di copie, non è un editore tradizionale (leggi “serio”).
Non tutti, però, possono usufruire di tali servizi. Come avrai sicuramente notato ricercando tra i siti delle varie case editrici, la pubblicazione non è affatto scontata. Le case editrici effettuano i lavori necessari per trasformare un manoscritto in un libro solo su quei testi che reputano adeguati, vale a dire quelli che hanno raggiunto un certo standard tecnico di qualità (struttura solida, trama avvincente, temi che parlano a tutti, personaggi realistici…) e/o trovano un pubblico a cui è facile venderli (dico “e/o” perché la percentuale dell’uno o dell’altro fattore dipende dalla linea etica della singola CE). Chi non raggiunge questi standard, viene scartato.
Se da una parte è vero che questa scrematura infrange (momentaneamente) il sogno di tantissimi che vogliono diventare autori pubblicati, dall’altro è vero che garantisce la pubblicazione delle sole opere qualitativamente valide.
Come per l’autopubblicazione, di fronte a te si aprono due strade: o tentare la sorte per conto tuo, oppure affidarti quantomeno a un editor per aumentare le tue possibilità di essere seriamente preso in considerazione dalle case editrici ed eventualmente pubblicato. Ci tengo a sottolineare che anche in questo caso non ci sono garanzie, ma di sicuro affidarsi a un esperto per tirare fuori il pieno potenziale della propria storia e renderla più appetibile non solo per il lettore ma anche per la CE è un vantaggio notevole di cui tantissimi non usufruiscono (e difatti vengono scartati).
Chi non è stato selezionato, deve rimboccarsi le maniche, migliorare la sua storia e fare un altro tentativo in futuro.
Chi è stato selezionato, non ha più nulla di cui preoccuparsi… più o meno.
Per quanto riguarda l’editing, se il testo è stato accettato significa che strutturalmente e stilisticamente è già valido, e quindi non ha bisogno di grandi migliorie che lo stravolgono. Questo vale soprattutto nel caso in cui un editor esterno (magari rinomato o già noto alla CE) sia già intervenuto sul testo prima della sua presentazione. Possono capitare cambiamenti drastici come il finale da riscrivere, ma sono situazioni più uniche che rare.
La cura di bozze è un must, ma poco male, anzi: un check in più è sempre bene accetto.
Ciò che ti potrebbe infastidire è la grafica di copertina. La tua opinione è sempre tenuta in considerazione, ma le case editrici sono anche molto fedeli alle loro norme editoriali, che si applicano anche all’immagine e al design di copertina. Ciò significa che non puoi andare a briglie sciolte (come nel caso dell’autopubblicazione), ma devi attenerti a determinati parametri o opzioni presentate dall’illustratore.
Se la grafica di copertina e la possibilità che il testo venga in qualche modo alterato possono rappresentare delle note negative per te, la promozione e la distribuzione a carico della CE ti risolleveranno di certo il morale. Oltre a coprire i costi, la casa editrice si occupa di tutti i processi relativi a queste fasi, dalle presentazioni dei libri alla stampa cartacea (di solito con un minimo di cinquecento copie), alle interviste, ai tour promozionali presso le più grandi fiere editoriali (anche internazionali, a seconda del successo del libro)…
Ciò detto, le case editrici non fanno miracoli: pur potendo godere di ampie risorse per la promozione dei suoi libri (a seconda della loro entità), oltre che di contatti importanti e la possibilità di farti conoscere sia digitalmente sia fisicamente, non è detto che il numero di copie vendute di un certo libro corrisponda all’impegno messo. E comunque le sue sole forze non sempre sono sufficienti per implementare la diffusione del libro: anche tu devi fare la tua parte, creando un’opera valida e procedendo per una tua personale strategia promozionale. Puoi consultarti con l’ufficio stampa della CE per ricevere consigli e suggerimenti o per coordinarvi, altrimenti puoi rivolgerti a delle figure esterne (di nuovo, investendo per i loro servizi).
Infine, parliamo di tempistiche e royalties.
I tempi di una casa editrice sono paradossalmente sia lunghi sia serrati per via della grande quantità di opere da pubblicare ciclicamente: in genere per la pubblicazione di un libro i tempi possono oscillare dai tre mesi all’anno. L’ampiezza di questo range è così ampia per vari fattori, come il piano editoriale della CE, l’avvicinarsi di un particolare evento (un film, una festività…), le modifiche da apportare, la celerità dell’autore nell’apportarle…
A questi, poi, vanno aggiunti i 3-6-8 mesi dall’invio del manoscritto alla risposta dell’editore, non sempre positiva (e il più delle volte, in questo caso, assente).
Sul versante economico, invece, dal momento che nella pubblicazione tradizionale sono previsti diversi lavori tecnici, indipendentemente dal fatto che l’autore si sia già affidato a un editor o meno, la percentuale di royalties a lui destinata cala drasticamente, oscillando attorno al 10%, somma che viene versata all’autore una volta l’anno.
Passando al prestigio, il fatto che un editore abbia investito su di te e abbia associato il suo marchio alla tua opera significa che crede in te, che è pronto a dichiarare che il tuo testo è di valore… al punto da metterci la faccia.
Quali sono, allora, i vantaggi per l’autore nell’affidarsi alla pubblicazione tradizionale anziché quella in self?
Per qualunque evenienza hai il supporto di un intero team di professionisti alle tue spalle.
Hai una garanzia a livello di qualità dell’opera.
Hai la possibilità di usufruire di un’importante diffusione capillare, sia nel mondo digitale sia a livello fisico (sugli scaffali in libreria).
In conclusione
Questo articolo è nato con l’intento di essere sintetico, ma qualcosa mi dice che ho fallito miseramente. Pertanto, per te che sei arrivato fino in fondo, ecco una tabella riassuntiva (ma non esaustiva) di quanto ci siamo detti finora:
Aspetto | Autopubblicazione (no servizi tecnici) | Autopubblicazione (+ servizi tecnici) | Pubblicazione tradizionale (no servizi tecnici) | Pubblicazione tradizionale (+ servizi tecnici) |
Investimento | Nulla (solo tempo) | Servizi redazionali + promozione & distribuzione | Nulla (solo tempo) | Editing + promozione & distribuzione |
Garanzia di pubblicazione | 100% | 100% | ~ 5-10% | Più alta (dipende dall’editor) |
Tempi | ~ 72 ore | ~ 72 ore | ~ 3-12 (+ 6) mesi | ~ 3-12 (+ 6) mesi |
Servizi tecnici | Non previsti | A spese tue | A carico della CE (se ti sceglie) | A carico della CE (se ti sceglie) Editing + promozione & distribuzione a spese tue |
Promozione & Distribuzione | Non prevista, solo online | Solo online | A carico della CE (se ti sceglie), online e fisica | A carico della CE (se ti sceglie), online e fisica |
Royalties | ~ 70% (se acquisti digitali) | ~ 70% (se acquisti digitali) | ~ 10% | ~ 10% |
Prestigio | C’è molta concorrenza | C’è molta concorrenza | Il marchio dell’editore | Il marchio dell’editore |
In conclusione, quale strada scegliere? Non esiste una risposta universale: la scelta dipende dai tuoi obiettivi personali e professionali. Ci sono, però, alcune domande che puoi porti per meglio orientarti:
Il tempo per te è un problema? Con il self-publishing in due click sei pubblicato, con una CE i tempi possono raggiungere l’anno di attesa (se il tuo manoscritto viene accettato).
Hai una mentalità imprenditoriale e un budget da investire in editing e promozione? Sono servizi necessari in entrambi i casi (se vuoi fare sul serio), ma con l’editoria tradizionale hai anche il supporto della CE.
Preferisci avere il pieno controllo o affidarti a professionisti? Il self-publishing ti lascia libero, l’editoria ti offre un team di esperti, ma devi attenerti alle loro norme editoriali e processi.
Hai già un pubblico sicuro e il tuo focus non è tanto pubblicare un libro quanto trasmettere delle informazioni? Per esempio, se sei un insegnante che vuole “convertire” il proprio programma di studi in un libro di testo che poi dovranno acquistare gli studenti di anno in anno, o il dirigente di un’azienda che vuole condividere le sue lezioni di vita e/o normative ai dipendenti, l’autopubblicazione potrebbe essere la scelta più adatta.
Ma soprattutto, vuoi essere uno dei tanti, oppure dare il massimo per distinguerti? In questo caso, quale che sia la strada che decidi di intraprendere, sarà bene affidarti a dei professionisti…
Infine, un’ultima considerazione: le due strade non sono incompatibili. Alcuni autori iniziano con il self-publishing per costruire un pubblico e, in seguito, vengono notati dagli editori tradizionali. Si tratta, però, di casi molto rari che si manifestano a distanza di tempo dall’autopubblicazione del libro e solo se ha riscosso un notevole successo.
Altri cominciano con la pubblicazione tradizionale e in seguito, non essendosi trovati bene con questo metodo, si sono spostati verso l’autopubblicazione.
Qualunque strada tu decida di prendere, spero che questo articolo ti sia stato d’aiuto.

Commenti